lunedì 28 luglio 2014

I “farmaci generici” esistevano già nel Medioevo...

Nel Medioevo sia le erbe che le spezie erano largamente impiegate in moltissimi rimedi farmaceutici e la prova l’abbiamo all’interno dei manuali dell’epoca, uno tra tutti il CIRCA INSTANS. I medici del tempo distinguevano le erbe e i prodotti esotici, e mentre le specie locali venivano prescritte ai poveri, le spezie, raffinate e costose, erano prerogativa dei ricchi signori.
In una poesia del XI secolo si legge: “ in cambio di sole parole [di gratitudine], diamo erbe di montagna, ma per la vera moneta raccomandiamo spezie ed essenze aromatiche”. 1



Praticamente le erbe erano considerate sostituti generici delle spezie, più a buon mercato ma non per questo meno valide…
Un esempio? L’abate Wibald nel 1147, ad un amico colpito da raffreddore, scrive: “ ti invio un antidoto contro i mali di stagione, si chiama Diacalamentis e, nonostante abbia un prezzo inferiore, ha la stessa efficacia del Diamargariton.” 2
Il primo rimedio è costituito da prezzemolo, menta, timo, finocchio e altre comuni piante da giardino; il secondo invece contiene zenzero, chiodi di garofano, cannella, galanga, aloe, noce moscata, canfora e addirittura polvere di perle, avorio... (bizzarri rimedi questi ultimi di nessuna efficacia comprovata).
E’ proprio vero allora che a volte la suggestione può creare brutti scherzi… e non sempre ciò che è più costoso e raro è necessariamente migliore!!!

1.Carmelia Opsomer, La pharmacie du Paradis, in Saveur du Paradis. Les routes des epices, Antwerp,1992, p.55.
2.Carmelia Opsomer, The Medieval garden and its role in Medicine, in Medieval Garden, a cura di Elizabeth B. MacDougall, Washington,1986,p.105. 


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