domenica 3 agosto 2014

Aboca Museum: un tuffo nel passato...

Dopo aver scoperto, già da qualche mese, l’esistenza di questo Museo delle Erbe, finalmente decidiamo di andare…
 
Si trova a San Sepolcro, comune della provincia di Arezzo, al confine con Umbria e Marche. Non è vicinissimo, più di due ore di macchina da Lucca, ma l’entusiasmo ci fa pensare che ne possa valere la pena!!!
 
Questo museo fa parte di un grande progetto di comunicazione voluto da Aboca (azienda che si occupa della produzione e trasformazione delle piante medicinali) che lo ha creato nel 2002 all’interno di palazzo Bourbon del Monte, un bellissimo edificio di cinque piani restaurato più volte negli anni che conserva però tracce della sua origine medioevale.
Aboca Museum è un percorso libero (cioè senza guida, non gratis! ;)) della durata di circa un’ora e mezzo/ due in cui si può riscoprire l’antica tradizione dell’uso delle piante medicinali attraverso l’ esposizioni di preziosi erbari, antichi mortai, ceramiche e suggestive ricostruzioni di antichi locali.
 
Il percorso inizia con una scalinata arricchita sulle pareti con coloratissime tavole botaniche ricavate da erbari molto preziosi conservati nella biblioteca presente all’interno del palazzo che però può essere consultata solo su prenotazione per motivi di studio (e noi un po’ sprovveduti, chiaramente non abbiamo prenotato! ;)).
 

La scalinata conduce alla Sala dei Mortai fantastica!!! Lungo tutto il suo perimetro si susseguono decine di mortai, di tutti i materiali (marmo, alabastro, argento, rame, legno, vetro, bronzo…), grandi e piccoli, dai più semplici e lineari a delle vere opere d’arte! Ma voi lo sapevate che lo stampo utilizzato nelle botteghe, soprattutto Toscane e Venete, utilizzato per i mortai in bronzo era lo stesso utilizzato per forgiare le campane??!
 
  
Al centro della sala poi ci sono delle teche contenenti antichi erbari e sulle pareti, su appositi pannelli, si inizia a leggere un po’ di storia riguardante le conoscenze botanico- medicinali del passato...
Da qui si attraversano la Stanza della Storia, la Stanza delle Ceramiche, dove sono in mostra brocche e vasi da Farmacia utilizzati per conservare erbe e spezie dalla luce e dall’umidità e una stanza dove sono esposte le bilance, altro strumento fondamentale per l’arte dello speziale che con estrema precisione e sapienza preparava le ricette per i suoi pazienti. C’è poi la Stanza dei Vetri...
...ma finalmente si arriva alla Stanza delle Erbeè bellissima!!!! E’ piccola, ma estremamente suggestiva… Appese al soffitto ci sono una serie di piante medicinali messe ad essiccare, che cadono proprio sopra le nostre teste mostrando ognuna il proprio cartellino identificativo… In questa stanza c’è tutto ciò che serve per capire come deve esser fatta la raccolta, rispettando il tempo balsamico di ogni specie, e come si procede all’essiccazione e alla conservazione per preservare i principi attivi all’interno delle erbe e delle spezie.

Da questo ambiente si entra in un’Antica Spezieria arredata con un forno, un alambicco per la distillazione e l’estrazione degli oli essenziali, tantissimi contenitori colorati e due enormi mortai…

…e nella stanza successiva? un Laboratorio Fitochimico…
un salto in avanti nel tempo, si percepisce il cambiamento avvenuto alla fine del ‘700/ inizi dell’800. Adesso quella che era l’arte dello speziale si fa scienza , si compiono esperimenti e analisi chimiche, si scoprono molecole nuove e gli strumenti del lavoro si perfezionano… nasce la figura del chimico, tramonta l’antico nome di speziale e si impone quello di farmacista.


siamo quasi alla fine…
dietro una cancellata che incute timore fin da subito, si trova la Cella dei Veleni, dove il farmacista teneva sotto chiave i prodotti tossici e velenosi che solo lui poteva trattare e dosare per renderli salutari.
 

Ed eccoci davanti ad una piccola porta che ci costringe ad inchinare la testa, quasi in segno di rispetto, per accedere alla Farmacia dell’800 ricca di prodotti e… di simboli:
la porta, piccola e angusta, a ricordare la difficoltà di raggiungere la conoscenza e che permette di accedere a locali esclusivi, accessibili solo ai professionisti; infatti nelle antiche farmacie questa porta divideva la sala, accessibile ai clienti, dal laboratorio dove solo il farmacista poteva entrare.
 

Ci sono poi, appesi alle pareti, un coccodrillo e il carapace di una tartaruga: il primo simboleggia la fertilità vegetale, in Egitto era considerato signore dei misteri della vita e della morte e secondo una credenza Maya dalla testa del coccodrillo scaturivano le piante utili all’Uomo; il secondo simboleggia la compassione degli animali per la salute umana e del suo uso terapeutico se ne parla anche nei più antichi testi cinesi.

Ci siamo, il viaggio è terminato… mi giro intorno per scorgere all’interno di tutte le vetrinette presenti tutti i piccoli dettagli contenuti, torno indietro per riassaporare i profumi e l’atmosfera dell’antica spezieria, varco nuovamente la piccola porta e solo ora gli occhi mi cadono su due scritte presenti in alto, sulle pareti della farmacia:
“Le erbe medicinali sono una forza della Natura creata per tutti i viventi” ed ancora
“L’ Homo Sapiens potrà, se vorrà, trovare in Natura i rimedi per tutti i suoi mali”

Una pausa silenziosa per rifletterci su, ed infine che dire:
una bellissima esperienza, vissuta in relax, in grado di ricreare tutto il fascino dell’antica arte erboristica e della più moderna tecnica farmaceutica… Alla prossima avventura!!!
 

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